Liberi di non tesserArci!
Categoria: Attività, Novità
Scritto da: LaFenice
E’ normale per uno studente dell’Ateneo fiorentino varcare le soglie dell’università e ritrovarsi in un chiostro sporco e decadente, è normale per uno studente dell’Ateneo fiorentino vedere i baldi giovani dei collettivi che bivaccano nelle aule in cui si dovrebbe tenere la tua lezione , è normale per uno studente dell’Ateneo fiorentino vedere clochard che dormono dentro l’università o zingari che si lavano nei bagni, ma, se possiamo ritenerlo possibile, questa malata concezione di normalità è venuta a mancare nel momento in cui un volantino retrodatato ci ha resi partecipi di una notizia a dir poco assurda. L’Università degli studi di Firenze con l’aiuto dei soliti ribelli da quattro soldi, data la carenza di luoghi di studio, ha creato una rete collaborativa con alcune associazioni che possiedono spazi, concessi dal comune, adatti alle necessità degli universitari. Gli studenti potranno quindi ottenere ciò che gli dovrebbe spettare di diritto: dei luoghi in cui potersi ritrovare, in cui studiare, preparare la tesi magari con la possibilità di connettersi ad internet. Unica pecca: pagare il tesseramento annuale all’ARCI.
Dopo la strumentalizzazione della cultura universitaria e degli spazi universitari, siamo giunti dunque alla strumentalizzazione dello studente stesso che, ignaro dei loschi figuri e delle trame nere che si celano dietro la sigla “Associazione Ricreativa e Culturale Italiana”, si troverà a finanziare economicamente i piccoli e viscidi tentacoli di quella imponente piovra che ci vorrebbe tutti prodotti di uno stesso stampo, succubi di una contraffatta memoria storica, figli del vivere civile e democratico, propugnatori dei valori di un antifascismo cieco e ignorante e di un perbenismo intriso di ipocrisia. Così, la logica stagnante della sinistra democratica si insinua nella vita di ogni giovane mente, patrocinata da quella stessa Università che dovrebbe essere fucina di educazione, cultura e preparazione alla vita lavorativa e non.
Noi non resteremo a guardare l’ennesimo sopruso a discapito degli studenti che vogliono essere liberi da logiche di profitto politico e che non vogliono inserirsi tra le schiere di zombie armati al soldo del potente. Facciamo sentire il nostro dissenso.
LIBERI DI NON TESSERArci!

















21 maggio 2010 alle ore 00:03
Si accettano (e aspettano) adesioni, commenti, mobilitazioni ;)