Non tutti lo sanno, ma la sera di sabato scorso i fascisti ed i loro “pseudo musicisti” sono stati a Scandicci, ospiti di un locale cittadino.
La cosa è passata sotto silenzio dato che, come sempre, questi gruppi estremisti, per paura delle proteste dei democratici e degli antifascisti, cercano di uscire alla luce del sole, tenendo segreto il luogo di ritrovo. Ma alcune volte, come questa, vi riescono.
Così sabato, protetti da uno spiegamento di forze dell’ordine, questi figuri hanno mangiato, bevuto e ascoltato musica, fra canti e slogan fascisti nel pieno centro della nostra città.
Quelli della serata di sabato sono gli stessi fascisti che nelle città e nelle periferie, alimentano il clima di intolleranza verso i rom, gli extracomunitari, gli omosessuali, i senza fissa dimora.
Sono i fascisti che compiono aggressioni e pestaggi brutali: dal gennaio 2005 all’agosto 2008 sono state compiute in Italia ben 308 aggressioni fasciste e 142 atti vandalici/danneggiamenti inneggianti al nazifascismo (dati tratti da: antifa.ecn.org).
Come Sezione A.N.P.I. di Scandicci:
Condanniamo questa gravissima provocazione nei confronti di una comunità che ha già vissuto sulla sua pelle, la violenza delle squadracce fasciste e delle truppe naziste.
Chiediamo a tutte le forze democratiche,
che si richiamano ai valori della Resistenza e all’Antifascismo, di contrastare a livello culturale e politico queste manifestazioni nazifasciste.
Diamo appuntamento a tutti i democratici e antifascisti giovedì 1° ottobre alle ore 21,00 presso la Casa del popolo del Vingone, per una serata di controinformazione e discussione.
ORA E SEMPRE RESISTENZA!!!!!
| QUANDO IL NEOFASCISTA SI TRAVESTE DA NON CONFORME |
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| Scritto da Emanuele |
| Lunedì 16 Novembre 2009 18:03 |
| Dal momento in cui a Scandicci si è svolto a settembre, il concerto-festa dei gruppi musicali neo-fascisti, organizzato dalla Fenice di Firenze, abbiamo pensato a questo: non possiamo rimanere inerti ed indifferenti rispetto all’esistenza di una realtà simile nel nostro territorio, che diffonde idee basate sull’odio razziale e che esalta il nazi-fascismo.
La Fenice di Firenze si definisce un’associazione culturale, una libreria, ma soprattutto una “comunità militante”.
Nata nell’Ottobre 2005, nel suo sito afferma che “si propone di mostrare e far conoscere una via nuova, sconosciuta, sepolta forzatamente, accompagnata da un bagaglio culturale che da troppo tempo è rimasto nell’ombra…”. La Fenice, ha aperto un locale “Quota33″ in via della Scala a Firenze che è libreria, luogo di incontro, aggregazione, dove ognuno, secondo loro, “può rinfrancare il proprio spirito”.
L’associazione gestisce anche un sito che è un suo punto vendita on line (quota 33), dove si vendono spille, portachiavi, magliette e altro che a nostro avviso configurano l’apologia del fascismo e dei suoi simboli: si vendono infatti spille e portachiavi con i simboli delle ss, del fascio littorio, del teschio della x mas (reparto della rsi che insanguinò con le sue truci azioni vari paesi del Nord Italia), della croce celtica e altre di queste vergognose e “insanguinate” patacche.
Viene venduta anche una maglietta nera con fronte Pavolini e frase “Di tutta la Repubblica la meglio gioventù″. Su manica sinistra toppa tricolore con fascio littorio stilizzato e firmata la Fenice.
Ma chi fu Pavolini? Dal sito nazionale dell’A.N.P.I. ricaviamo la biografia del gerarca fascista:
Fece parte delle più famigerate, violente e sanguinarie “squadre d’azione” fiorentine, diventando il “segretario della federazione fascista” di Firenze nel 1929.
Nel 1939 viene nominato ministro della cultura popolare e inaugura la stagione delle grottesche “veline”, cioè “impartisce alla stampa indicazioni obbligatorie” per la presentazione degli avvenimenti. Ministero che venne tout court definito Minculpop. Alla defenestrazione di Mussolini, il 25 luglio 1943 con il voto del “gran consiglio del fascismo” si rifugiò nell’ambasciata tedesca.
Pavolini, con Ciano e altri, si rifugiò in Germania, da dove ritornò soltanto dopo la liberazione di Mussolini, per
partecipare all’ultima incarnazione del fascismo che fu la “repubblica sociale italiana”.
Segretario generale del “partito fascista repubblicano”, fu uno dei più pertinaci accusatori dei “traditori” del 25 luglio, fucilati dopo il processo-farsa che venne imbastito a Verona.
Fondò la sua polizia, le “brigate nere”, che sparsero a piene mani, nelle città e nelle campagne, tortura e morte.
Negli ultimi giorni del Regime, Pavolini riesce a fuggire e nascondersi per breve tempo. Catturato, venne fucilato a Dongo con altri gerarchi, secondo l’ordinanza del Comitato di liberazione nazionale
Ci sembra pertanto necessario sapere chi abbiamo davanti e quali idee diffondono, per poterli isolare e smascherare: il linguaggio usato infatti, in questo come in altri siti, può trarre in inganno la ragazza o il ragazzo che vi si imbattono.
Esso non richiama direttamente al fascismo ed alla dittatura, ma si parla genericamente di una realtà identitaria, non conforme alternativa, movimentista, di area…..
Ma basta sollevare un po’ il tappeto e il …… sudicio di idee, personaggi e storie già conosciute, che sanno di intolleranza, violenza e di stragi, appare evidente.
ORA E SEMPRE RESISTENZA!!!!! |
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