… E l’Impero Contrattaccò! [Ringraziamenti]

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E dopo mille peripezie e problemi, l’Impero ha contrattaccato a Firenze. O meglio, non lontano da Firenze. Campo sportivo di Seano: circa 200 partecipanti hanno dato il meglio di sè, in una serata definita da molti “una bellissima serata”, in cui hanno suonato – nell’ordine – Decima Balder, Antica Tradizione, Hobbit e Testvdo (anche se “in pillole”). Prima di tutto le scuse: non tutti forse sanno che il giorno prima (venerdi) il posto da noi fissato da oltre un mese era stato fatto saltare allegramente da “alcuni nostri amici”. Poche ore per trovare un posto adeguato… Con tutti gli sforzi ce l’abbiamo fatta, permessi speciali dal comune, e il campo sportivo era finalmente diventato nostro, almeno per quella sera! Proprio per questo motivo sono sopraggiunti problemi ormai insormontabili: niente ghiacciaia per le birre, stretto limite di orario (causa location comunale), lontananza da Firenze e molte difficoltà per raggiungere il posto. I ragazzi del nostro gruppo, a cui devo fare una statua immensa, hanno dato davvero il 150% per potervi regalare una bella serata, e spero vivamente che tale sia stata, per tutti voi che avete partecipatoi!
Ci stiamo già preparando per la prossima, a breve… dicono… giurando di poter finalmente raggiungere non dico la perfezione, ma almeno avvicinarci ad essa! Voci di corridoio parlano di quintali di lampredotto, birra ghiacciata alla spina, litri e litri di vino in più… Sappiate tutti che La Fenice lavora con l’anima e con il cuore, per tutti voi!

Detto questo… ringraziamo tutti i camerati presenti, da nord a sud, da est ad ovest…

SOLIDARIETA’ AL POPOLO PALESTINESE!

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“Le azioni disumane del regime sionista contro i palestinesi e per bloccare gli aiuti umanitari a Gaza non mostrano la forza di Israele, ma la sua debolezza, tutte queste azioni indicano la fine di un regime scellerato e menzognero e lo porteranno piu’ vicino alla fine della sua esistenza”.  Mahmud Ahmadinejad

Spesso, tra lo stupore delle persone e l’ignorante avversione dei “compagni”, ci troviamo a dover spiegare perché, proprio noi, ci schieriamo dalla parte del popolo palestinese. Diventa palese quindi, come la storia e la cultura siano totalmente annebbiate e confuse in questa era storica. Chi, più di noi, può comprendere il principio di lotta contro lo straniero? Chi, più di noi, può comprendere cosa significhi amare la propria terra al punto di difenderla con le unghie e con i denti? Chi, più di noi, può schierarsi contro il potere americano, che la liberazione e la resistenza hanno da prima osannato? Chi, più di noi, può comprendere il pericolo terribile che si nasconde nel sionismo? Cosa hanno a che vedere persone che sputano sulla propria terra e bruciano la propria bandiera con un popolo di combattenti pronti a tutto per difendere la propria patria? Non hanno nulla a che spartire . Noi giovani identitari d’Italia con un amore e una forza che ci stringe e ci avvicina al popolo palestinese in via ideale, esprimiamo il nostro dissenso verso le tattiche terroristiche israeliane e statunitensi e la nostra ferma condanna contro l’eccido a danni di innocenti perpetuato questa mattina.  La tradizione non morirà. PALESTINA LIBERA!

Panico e Paura

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Lo avevamo premesso con il video promo per il nostro concerto che la paura sarebbe rapidamente dilagata a Firenze. Paura di tanti giovani uniti sotto un’unica bandiera, che senza l’aiuto di nessuno, senza partiti alle spalle o grandi possibilità economiche sono riusciti a Firenze e in provincia a crearsi un loro spazio, una cerchia di militanti e simpatie nei quatieri e nelle scuole. Facciamo paura perchè siamo tanti, perchè siamo giovani, perchè ribaltiamo di giorno in giorno la stereotipata idea dell’estremista ignorante e ghettizzato, perchè siamo presenti nelle strade e nelle piazze a farci vedere per quello che siamo, con le nostre faccie pulite e i nostri occhi sempre limpidi e puntati al sole. Facciamo paura perchè invadiamo la città con la nostra allegria e la nostra voglia di fare, perchè non ci nascondiamo.  Facciamo paura perchè siamo tutto quello che LORO non potranno mai essere e già lo sanno, che mai riuscuranno a fermarci. Quindi lasciateli parlare, lasciate che facciano l’ennesima rdicola colletta di mail e la solita imbarazzante mobilitazione antifascista. Lasceteli dove stanno, con le loro idee vuote e stagnanti. Dopotutto sono vittime di quello stesso sistema che li ha voluti schiavi, burattini con il paraocchi capaci di boicottare le idee altrui, ma incapaci di crearne. Solo quando i giovani, ancora più di oggi, riusciranno a slegarsi dalle loro catene, quando la gioventù riprendera quello che le spetta diverrà palese quanto questi individui siano futili per noi, per la città e per la Nazione. Esssere quello che siamo è già la più grande rivalsa nei loro confronti.

AVANTI RAGAZZI, UN’ALTRA META DEL NOSTRO CAMMINO E’ STATA RAGGIUNTA!

Qui la lista dei “Poracci” che hanno aderito “all’appello per la mobilitazione antifascista di massa bla bla bla”:

http://www.nuovaresistenza.org/2010/05/26/firenze-e-la-toscana-sono-sempre-piu-nel-mirino-dei-fascisti/

Per capire meglio:

xxxhttp://toscana.indymedia.org/article/9041?&condense_comments=false#comment6320

xxxhttp://caatoscano.noblogs.org/

Quando il vecchietto sinistroide si traveste da nullafacente

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Riprendiamo simpaticamente un paio di articoli scritti a settembre scorso dall’ANPI sezione di Scandicci a seguito del concerto tenutosi proprio a Scandicci in data 19 settembre 2009, ospitante Hobbit, DDT, Antica Tradizione, Legittima Offesa, Testvdo e Decima Balder. Dalle seguenti righe si evince quanto, tali individui, non abbiano proprio niente di meglio da fare che non dormire la notte pensando a ragazzi che se ne stanno per i fatti loro, tranquilli e divertiti, ad assistere ad un esibizione dal vivo dei propri idoli… E il bello è che non si stanno accorgendo che, così facendo, perderanno anche quei pochi consensi che son loro rimasti! Ma altre idee da proporre, oltre uno sterile antifascismo, non le avete proprio? Parlano di violenza e intolleranza… Ma nessuno si ricorda cosa accadde a fine maggio del 2009 in Via della Scala? Durante la campagna elettorale 10 militanti, molti dei quali minorenni – in sede a LAVORARE GRATUITAMENTE per l’idea – furono quasi aggrediti da una settantina di simpatici antagonisti, a detta di un passante, e in seguito della questura, armati “fino ai denti”… che di meglio non avevano da fare. Oppure vogliamo tornare ancor più indietro? A Castello? Dove davanti alla sede fu fermato e riconosciuto un aderente al centro sociale ExEmerson (NextEmerson, NextNextEmerson, EmersonNewAge, come si chiama adesso?) con tanto di spranga in macchina? Oppure,  tanto per aggiungere carne al fuoco, nessuno si ricorda la caccia al “casapoundista” al circolo dell’Albereta? Bene, nel frattempo rimaniamo noi i violenti… FIRENZE APRI GLI OCCHI!

[DI SEGUITO I DUE SIMPATICI ARTICOLETTI]

Basta chiamare i terroristi come gli eroici Kamikaze giapponesi!

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Kamikaze (神風) è una parola giapponese, di solito tradotta come vento divino (kaze sta per “vento” ka significa inspirare e ze significa espirare — è un termine fondamentale nello shintoismo — e kami significa “divino”), che entrò in uso per indicare il nome di un leggendario tifone che si dice abbia salvato il Giappone da una flotta di invasione Mongola inviata da Kublai Khan nel 1281. In Giappone la parola “Kamikaze” viene usata solo per riferirsi a questo tifone. Internazionalmente questa parola viene generalmente riferita agli attacchi suicidi eseguiti dai piloti giapponesi contro le navi alleate verso la fine della campagna del pacifico nella seconda guerra mondiale.

Gli attacchi aerei furono l’aspetto predominante e meglio conosciuto di un uso più ampio di attacchi — o piani — suicidi da parte di personale giapponese, inclusi soldati che indossavano esplosivo ed equipaggi di navi cariche di bombe. In giapponese il termine usato per le unità che eseguivano questi attacchi è tokubetsu kōgeki tai (特別攻撃隊, letteralmente “unità d’attacco speciale”), solitamente abbreviato in tokkōtai (特攻隊). Nella seconda guerra mondiale le squadre suicide provenienti dalla Marina Imperiale Giapponese furono chiamate shinpū tokubetsu kōgeki tai (神風特別攻撃隊), dove shinpū è la lettura-on (cinese) dei kanji che formano la parola “Kamikaze”.

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